Quanto siamo ingombranti?
Un confronto aperto sulla filiera del mobile e le sfide della circolarità
2026
Educazione e partecipazione civica, Economia Circolare
Cir4Fun
R-evolve
FRANCESCA
Partecipa alla ricerca
OpenDot, in qualità di partner di CIR4FUN, insieme al Politecnico di Milano e all’Università degli Studi di Firenze, partner di R-EVOLVE, ha elaborato un questionario rivolto agli utenti finali per comprendere i comportamenti legati ai rifiuti ingombranti.
I risultati contribuiranno a definire attività e iniziative future all’interno dei progetti.
Raccontaci il tuo punto di vista compilando il questionario:
How bulky are we?
L'evento:
Il 20 aprile dalle 10 alle 12, in apertura del Fuorisalone, OpenDot ha organizzato un momento di confronto aperto e partecipato dedicato all’impatto della filiera dell’arredo e alle sfide della transizione circolare.
Un dialogo senza palco, ma con molte voci, nato per mettere attorno allo stesso tavolo chi, ogni giorno, attraversa il settore del mobile da prospettive diverse ma complementari: produzione, progettazione, distribuzione, ricerca, istituzioni, gestione del fine vita. Un ecosistema di competenze necessario per riflettere collettivamente sull’impatto della filiera, dalla materia prima fino alla dismissione, e per provare a costruire una visione condivisa del cambiamento.
L’iniziativa ricade all’interno di tre progetti del programma Horizon Europe, Cir4Fun, R-evolve e FRANCESCA, che operano sullo stesso piano di trasformazione della filiera, ma da prospettive diverse e complementari. Progetti ideati per testare e adottare strumenti e modelli innovativi, che convergono verso un unico obiettivo: trasformare il settore del mobile in chiave circolare, sistemica e misurabile.
È proprio a partire da questo scenario che nasce la domanda che guida l’incontro: quanto siamo ingombranti?
Ce lo siamo chiesti tutti, nella vita, ma dare una risposta a questa domanda non è semplice. Soprattutto se, nel porcela, vogliamo davvero fare la differenza.
Perché quando si parla di impatto, di sostenibilità, di circolarità, è vero che ogni piccolo gesto conta, ma è il sistema nel suo insieme che deve sostenere il cambiamento.
Cosa significa “ingombranti”?
Nel settore mobili, ingombranti non è solo un aggettivo: indica tutti quei rifiuti domestici di grandi dimensioni — sedie, tavoli, armadi, divani, materassi — che non possono essere conferiti nella raccolta ordinaria e richiedono filiere dedicate di ritiro, riuso o smaltimento.
Ogni mobile buttato racconta una scelta: eliminare, riparare, trasformare o rimettere in circolo. Il comparto arredo pesa in modo significativo sui rifiuti urbani, tra materiali misti difficili da separare, grandi volumi da trasportare e oggetti spesso ancora funzionali. Per questo il riuso rappresenta una leva concreta: allunga la vita dei prodotti, riduce gli scarti e limita la domanda di nuove risorse.
Le voci coinvolte
- AMSA — Antonio Bisignano, Direttore Marketing
- Arper — Andrea Mulloni, Sustainability Manager
- Comune di Milano — Serena Pelagallo, Direzione di progetto Economia Urbana, Moda e Design
- Di Mano in Mano — Massimiliano Besana, Direttore Marketing
- FederlegnoArredo — Omar Degoli, responsabile ambiente e circolarità
- Fondazione Symbola — Domenico Sturabotti, Direttore
- LAGO — Claudio Cachero, Technical Department Manager
- Matteo Ragni Design Studio — Matteo Ragni, Designer
- OpenDot — Alessandro Masserdotti, Founder
- Politecnico di Milano (POLIMI) — Prof. Francesco Zurlo, Preside della Scuola del Design, Politecnico di Milano
- Pozzi Arturo S.p.A — Matteo Pozzi, Sales Director & Sustainability Expert
- Rilegno — Elena Lippi, Direttrice Comunicazione e Sostenibilità
- Riqualta — Gino Schiona, Consorzio Nazionale Sistema Arredo
- SARA — Igor Saglini, CEO
- SCM Group — Luca Bergantini, Business Unit Manager
- Sovrappensiero Design Studio — Lorenzo De Rosa ed Ernesto Iadevaia, Titolari
- Università degli Studi di Firenze (UNIFI) — Prof. Giuseppe Lotti, Presidente della scuola di Architettura, Università di Firenze
- Valcucine — Daniele Prosdocimo, Marketing Manager
Ma anche tantissime persone appassionate, studenti e studentesse coinvolte dalle tematiche in discussione che hanno condiviso idee, esperienze e punti di vista, contribuendo a una discussione ricca e necessaria.
Un salotto circolare
Per rendere coerente il messaggio con la pratica, OpenDot ha scelto di collaborare con Di Mano in Mano, allestendo lo spazio dell’evento — e in particolare il salotto circolare che ha ospitato speaker e pubblico — con sedute vintage e di design già esistenti.
Una scelta pratica, ma anche simbolica: dimostrare che ciò che è già in circolazione può continuare ad avere valore, funzione e bellezza. Ripensare il nostro rapporto con gli oggetti significa anche imparare a guardarli sotto una nuova luce.
Un ringraziamento speciale a Di Mano in Mano per aver condiviso con noi visione, oggetti e possibilità.
Un output condiviso che guarda al futuro
Dal dibattito sono emersi spunti, domande e fattori ispirazionali che alimenteranno il lavoro di ricerca che OpenDot porta avanti insieme ai partner europei. Per noi questi momenti di confronto sono essenziali: servono a mantenere aperto il dialogo, attivare connessioni e continuare a co-progettare il cambiamento.
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